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Piccolo corso di Internet



Virus ed antivirus in Internet

Ci sono molte famiglie di virus che si sono sviluppate nel tempo dando origine a migliaia di varianti, a partire da poche decine di ceppi. Non stiamo parlando di biologia, ma di programmi che si chiamano virus perché prima di tutto sono in grado di autoduplicarsi . 

Il ciclo di vita di un virus inizia trovando un programma cui attaccarsi come un parassita per modificarne il codice, duplicarsi il più possibile e creare il danno per cui è stato creato. I virus sono programmi dannosi, il cui risultato finale è sostanzialmente quello di far perdere tempo a chi ne è vittima, o per la reinstallazione del computer e della rete o per la perdita di informazioni che vanno ricostruite. Il costo per il ripristino di un sistema è proporzionale alla sua complessità e va sommato al tempo in cui i servizi informatici non sono più utilizzabili dai lavoratori, quindi un virus in una banca o in una grossa azienda genera danni miliardari.

Si narra che la grande diffusione di virus sia iniziata quando la Bulgaria (vedi http://www.mediamente.rai.it/home/tv2rete/
mm9798/98011923/a980122.htm
) era sotto l’embargo dell’occidente e quindi nelle università si sproteggevano i software occidentali creando una diffusa cultura sul linguaggio assembler e molte routine che stanno alla base dei programmi virali. Con la seconda metà degli anni ’80 si cominciano a vedere in giro i primi antivirus, integrati anche nel dos a partire dalla versione sei e rapidamente superati da un’escalation che porterà dai 67 virus conosciuti nel 1989 al migliaio del 1992 ai quasi 50.000 del 2000. La rivista americana Time già nel 1988 dedicava una copertina ai virus informatici, per non parlare dell’allarme lanciato a fine 1999 da tutti gli esperti, certi che ci sarebbe stata un’escalation di virus inseriti in falsi programmi di verifica del millennium bug.

I virus sono scritti da esperti, non da ragazzini. Alcuni di essi sono delle vere e proprie opere di ingegneria  ed hanno affascinato molti programmatori, facendone dei collezionisti, come potete leggere su Apogeonline all’indirizzo http://www.apogeonline.com/webzine/1998/12/10/01/199812100103   .C’è anche il sito didattico del "dottor Virus"che spiega molto sinteticamente cosa sono i virus e contiene alcuni codici di esempio all’indirizzo http://members.xoom.it/DottorVirus/  .

I virus sono scritti per un particolare sistema operativo, ed hanno una diffusione proporzionale alle quote di mercato, quindi abbiamo decine di migliaia di virus per Windows , che a detta degli esperti si presta molto ad essere attaccato perché complesso e pieno di punti deboli (vedi http://www.attivissimo.net/security/concon/win9598_crash.htm )  e poche decine per Linux. Se volete farvi un'idea di quanti problemi minano la sicurezza di un sistema date un'occhiata a http://www.itsecurity.it/ .
Negli ultimi anni il fenomeno si è diffuso creando una situazione in cui è praticamente impossibile non avere un antivirus sul proprio pc. Possiamo anzi dire che quando compriamo un computer è quasi certo che vi troviamo installato un antivirus. 

I creatori di virus negli ultimi anni si sono concentrati in parte sugli applicativi più venduti ed in parte su Internet. Quindi sono nati i virus macro (le macro sono programmi scritti con i linguaggi interni ad esempio a Word ed Excel), e gli activex ( oggetti software di Microsoft) virali eseguibili da Outlook, o semplicemente file eseguibili che scarichiamo da Internet che contengono virus. Ci sono poi programmi che si installano su una macchina collegata ad una rete e ne permettono il controllo dall’esterno come il noto back-orifice., anch’essi considerati virus dai produttori di antivirus.  Addirittura, esistono virus che si attivano direttamente da un’anteprima di un messaggio di posta elettronica, come spiegato all’indirizzo http://punto-informatico.it/p.asp?i=31248 .

Per ogni nuovo elemento tecnologico immesso in Internet si creano virus ed antivirus, ad esempio per il protocollo WAP per i cellulari , oppure per il fatto che con ADSL si resterà collegati senza sosta e quindi aumenterà il rischio di “infezioni” . 

Praticamente ogni settimana escono gli aggiornamenti dei produttori di Antivirus, il cui meccanismo di business assomiglia molto a quello costruito da Americani e Russi durante la guerra fredda.
I principali fornitori sul mercato sono Symantec http://www.symantec.com/ , con Norton antivirus è diventata dal maggio 1998 il più grosso produttore di antivirus, acquisendo le librerie di IBM che ha cessato di creare antivirus per concentrarsi su altre attività. Oltre a questo sono molto noti McAfee http://www.mcafee.com/ o anche http://www.nai.com/
e Trend Micro Pc Cillin http://www.antivirus.com/pc-cillin/ .  
Tutti questi produttori permettono di testare i loro prodotti gratuitamente per un periodo di tempo scaduto il quale chiedono l'acquisto del software .
La H+BEDV però permette di scaricare gratis la versione per uso personale del suo prodotto Antivir, e fornisce gli aggiornamenti all'indirizzo http://www.free-av.com/eula.htm.

Altri software gratuiti li potete trovare all’indirizzo http://www.tuttogratis.it/software/antivirus.html  e all'indirizzo http://freebyte.com/antivirus/ .

I vari antivirus usano metodi diversi per cercare di capire se c’è un virus, il più semplice è quello di identificare una particolare sequenza di istruzioni. Altri metodi, cosiddetti euristici, semplicemente continuano ad osservare il comportamento dei programmi quando sono caricati nella memoria del computer, e segnalano e bloccano quelli anomali. Potete trovare una “profilassi” dei virus all’indirizzo http://www.geocities.com/Athens/3454/profilas.htm, pieno di suggerimenti su come evitarli o affrontarli.

Il metodo più efficace per proteggersi è la prevenzione. Ovvero non  caricare mai dischetti di estranei, in particolare con giochi copiati dai figli, senza averli verificati con un antivirus aggiornato. La stessa cosa vale per programmi o screen-saver trovati su siti che non danno alcuna garanzia a riguardo o file di word e di excel ricevuti per posta elettronica che alla loro partenza fanno visualizzare la richiesta di caricamento di macro.

Ci sono poi dei programmi detti Firewall che servono ad impedire che qualcuno acceda al vostro computer mentre state navigando su internet. Un firewall gratuito è disponibile dalla Zonelabs all'indirizzo http://www.zonelabs.com/ oppure dalla Sygate all'indirizzo http://www.sygate.com/products/shield_ov.htm e dalla Tyni software all'indirizzo http://www.tinysoftware.com/pwall.php.

Su Internet ci sono centinaia di siti che vi collegano ai vari antivirus oltre che agli aggiornamenti e vi permettono di scaricarli per un periodo di prova. Troverete sia antivirus gratuiti sia a pagamento.
Ci sono siti specializzati come Antivirus online su http://www.antivirus-online.com o delle ottime introduzioni come quella sul portale About su http://antivirus.miningco.com/compute/antivirus/ e la grande enciclopedia Viruslist con news continuamente aggiornate all’indirizzo http://www.viruslist.com/eng/default.asp
  .In italiano c’è ad esempio http://www.tsponline.net/  .

Potete cercare su Arianna http://search-arianna.iol.it/abin/search?startfrom=1&maxhits=
10&query=antivirus&order=bysite
o su Beaucoup  http://partners.mamma.com/Beaucoup?phrases=off&rpp=10&cb=
Beaucoup&qtype=0&query=virus
o su Altavista http://www.altavista.com/cgi-bin/query?pg=q&sc=on&hl=on&q=
antivirus&kl=XX&stype=stext&search.x=13&search.y=11
che vi restituirà centinaia di migliaia di pagine ma anche altri metodi di ricerca.

Comunque un virus non eguaglierà mai i danni fatti dagli esseri umani nel cancellare i propri archivi per errore o nell’evitare di fare salvataggi. Addirittura esistono le statistiche che dicono che quasi il 90% dei danni li commettono gli utenti stessi , all’indirizzo http://www.apogeonline.com/webzine/1999/11/10/02/199911100202 .

Se dopo questa passeggiata vi sentite preoccupati potete effettuare un check del contenuto del vostro pc direttamente da Internet grazie alla Trend Micro all’indirizzo http://housecall.antivirus.com/housecall/start_corp.asp o a http://antivirus.interfree.it/, e se siete interessati a qualche approfondimento potete collegarVi al sito http://www.geocities.com/Athens/3454/welcome.htm .
Potete anche provare un test sulla sicurezza del vostro pc collegato ad Internet all’indirizzo https://grc.com/x/ne.dll?bh0bkyd2 oppure nel sito della Symantec all’indirizzo http://security1.norton.com/us/home.asp?j=1&&plfid=20&pkj=
LVDEQVQCIRWLPITSMJU
.

Un altro fatto molto fastidioso che sta emergendo dalla seconda metà del 2000 è la presenza di software che inviano informazioni dal nostro pc alle società produttrici  usando Internet. Questi programmi si chiamano spyware e sono ben documentati nell'articolo di Massimo Mantellini su Punto Informatico all'indirizzo http://punto-informatico.it/p.asp?i=33162 . Praticamente tutte le aziende che producono software hanno cercato in un modo o nell'altro di identificare i loro utenti tramite Internet. A partire dalla Intel che ha messo un codice univoco nei processori pentium III per poi rilasciare la possibilità di disabilitarlo facilmente aggirabile come dall’articolo all’indirizzo http://www.apogeonline.com/webzine/1999/12/21/01/199912210101.  Poi c'è stato il caso di RealMedia che spediva i nomi dei file mp3 ascoltati dagli utenti con i loro player, poi Eudora che invia dati da chi usa il suo programma di posta elettronica e così via. 

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